C'era un americano, uno svizzero ed un italiano... L'Arte vista con gli occhi dei grandi storici: Berenson, Wölfflin e Longhi. (parte 2)

In questa seconda parte è la volta dello "svizzero": Heinrich Wölfflin (1864-1945) allievo di Jacob Burckardt (1818-1897), di cui rileverà la cattedra di Storia dell'Arte nel 1893 all'Università di Basilea. A Burckardt, per inciso, si deve la teorizzazione compiuta del concetto di "Rinascimento" come periodo storico assolutamente antitetico al Medioevo, che passerà così nel "lato oscuro" della Storia. Opinione da molti criticata e superata dagli studi, ma indubbiamente originale ed innovativa per la definizione di quell'ambiente a cui dobbiamo gran parte della nostra cultura.

Ma torniamo al nostro Heinrich: perché ci tornerà utile di fronte da un'opera d'Arte? Vediamo meglio...

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C'era un americano, uno svizzero ed un italiano... L'Arte vista con gli occhi dei grandi storici: Berenson, Wölfflin e Longhi. (parte 1)

Non è una barzelletta, ma storia vera; quante volte ci siamo chiesti, davanti ad una qualsiasi opera d'Arte: ma come fanno gli addetti ai lavori ad interpretare, attribuire, valutare quello che per noi è un mistero quasi imperscrutabile? Quali metodi applicano all'analisi e quali sono gli argomenti che li guidano? Ce la potrei fare anche io?
In questi articoli proveremo a dare un minimo appiglio "pratico" ai nostri pensieri prendendo in considerazione i metodi di tre storici dell'Arte famosissimi e, soprattutto, fondatori di "scuole" tutt'ora, con gli aggiornamenti ed i limiti del caso, attuali: Bernard Berenson, Heinrich Wölfflin e Roberto Longhi. Tre articoli per tre giganti gentili.

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Quei bellissimi, terribilissimi mostri medievali...e non solo.

In quanto a fantasia, Il Medioevo, non ha avuto paragoni nella storia dell'umanità; molto spesso i secoli dal V al XI/XII, chiamati ingiustamente "secoli bui", sono nel nostro immaginario anni di forze oscure, ignoranza, superstizione e poteri arcani e misteriosi. Leoni alati, unicorni, draghi, uomini mostruosi, streghe, mostri marini, in quegli anni il mondo sembrava popolato di misteri, o "portenti", come venivano chiamati.

Certamente il "non conosciuto" ha una grande parte nell'immaginazione medievale che, rifacendosi sia a testi classici greci e latini che a fonti contemporanee, compone un universo fatto anche di esseri fantasiosi che però non facevano altro che provare una sola cosa: l'immensa potenza creatrice e giustificatrice di Dio.

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Marco Curzio, la voragine e ciò che è più caro.

Il Museo "Tesoro dei Granduchi" di Palazzo Pitti (Firenze), nuovo nome per il precedente "Museo degli Argenti", custodisce una collezione incredibile di opere barocche in avorio tra le più importanti d'Europa.

Tra queste, forse il più strabiliante è il gruppo in avorio raffigurante Marco Curzio a cavallo, nell'atto di gettarsi da un'alta rupe in una voragine fiammeggiante.

Ma perché l'avorio tornò, dopo i fasti del '300 e '400, tornò ad essere un materiale così utilizzato? E chi era Marco Curzio?

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Perché «Nascita di una Nazione» è una mostra da vedere

Chi, leggendo il titolo della mostra, ha pensato: “Oh no! Un'altra mostra di pezzi di stracci, pietre informi, tele squarciate e lamiere rugginose elettrosaldate!” non deve essere tacciato di analfabetismo artistico perché l'esclamazione è assolutamente pertinente.

Allora togliamo subito il dubbio: sì, questo è anche quello che troveremo in mostra ma.....

Se pensate che i colli lunghi dei ritratti femminili di Modigliani siano un orrore, potete interrompere qui la lettura di questo articolo; se invece pensate che l'Arte abbia uno scopo, un contenuto, un'idea e soprattutto un contesto, allora potete continuare con diletto.

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